Oscenica

LA MERDA – OSCENICA #1.  (60’)

di Cristian Ceresoli
con Silvia Gallerano
in collaborazione con Summerhall (Edinburgh) e Teatro Valle Occupato (Roma)
production manager Marco Pavanelli
tecnico Giorgio Gagliano
una produzione Frida Kahlo Productions con Richard Jordan Productions

Una bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio di aprirsi un varco nella società delle “Cosce e delle Libertà”. Un fenomeno che ha da tempo rotto i confini del teatro, registrando ovunque il tutto esaurito. “Straordinario, brutale, disturbante e umano” (The Times) testo sulla condizione umana.

LA BORTO – OSCENICA #2. (75’)

di e con Saverio La Ruina
musiche composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco
disegno luci Dario De Luca
organizzazione Settimio Pisano
produzione Scena Verticale

Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud.

CONDANNATO A MORTE. L’INCHIESTA – OSCENICA #3. (50’)

scritto e diretto da Davide Sacco
con Gianmarco Saurino
tratto da “Ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo
con il patrocinio di Amnesty International Italia

Condannato a morte. L’inchiesta è un’accurata indagine su uno dei temi più complessi della società moderna e contemporanea, la pena capitale. Arena dei conflitti interiori del protagonista, un’aula di tribunale diventa la gabbia in cui scalpita per esprimere le sue ragioni contro quella di Stato e il senso comune di ‘giustizia’. Tratto da L’ultimo giorno di un condannato a morte, pubblicato da Victor Hugo nel 1829, lo spettacolo si assume l’arduo compito di sviscerare un tema ancora attuale in molti paesi del mondo.

DA SOLI NON SI È CATTIVI. Tre Atti Unici – OSCENICA #4. (120’)

di Tiziana Tomasulo
regia Fabiana Iacozzilli
con Simone BarracoFrancesca FarcomeniFrancesco MeloniMarta MeneghettiRamona NardòFrancesco Zecca
collaborazione artistica Riccardo MorucciAlberto Bellandi,Giada Parlanti
una produzione Lafabbrica e La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello
in collaborazione con Centro Artistico Internazionale Il GirasoleAssociazione Ex lavanderiaCentro Internazionale La CometaSycamore T Company
con il sostegno di Kollatino UndergroundTeatro Biblioteca QuarticcioloScup Sport e Cultura PopolareClossa Lab

Tre storie, tre squarci. Un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. I personaggi di Da soli non si è cattivi sono dei poveretti incapaci di amare. Vorrebbero farlo, hanno bisogno di farlo ma, al tempo stesso, hanno paura dell’incontro con l’altro perché si vergognano profondamente di quello che sono. Questo spettacolo è un’occasione per scoprire che non siamo quello che immaginiamo di essere.

FIGLIDIUNBRUTTODIO – OSCENICA #5. (70’)

scritto diretto da Lino Musella Paolo Mazzarelli
con Lino Musella Paolo Mazzarelli
in collaborazione con Marche Teatro

Figlidiunbruttodio sceglie, all’interno della nostra realtà, due storie: la prima, centrale, ambientata nel mondo della TV ha per protagonisti due gemelli ed un conduttore televisivo. Un mondo in cui denari e speranze scorrono a fiumi, attraverso canali a volte putrescenti. La seconda, a fare da contrappunto, è la storia di due falliti veri. Due poveri cristi senza futuro, che sopravvivono nella Spazzatura, nell’illusione, nel reciproco amore. I protagonisti fanno ridere, ma non lo sanno. Non hanno speranze, ma sono convinti di averne.

LE VACANZE DEI SIGNORI LAGONÌA – OSCENICA #6. (60’)

scritto da Francesco Colella e Francesco Lagi
con Francesco ColellaMariano Pirrello
regia Francesco Lagi
disegno luci Martin Emanuel Palma
produzione TeatrodilinaProgetto Goldstein

Su una spiaggia ci sono due anziani signori, marito e moglie, sono i signori Lagonìa. In questa giornata c’è il tempo per una maledizione e una nuotatina a largo, per il ricordo di una bimba e per quello di una dieta finita già di lunedì, c’è una canzone di Gianni Morandi e la fine del mondo. Il racconto di un amore spietato e dolce, a tratti dispotico o molesto, che noi ci troviamo a spiare. L’epica di un matrimonio durato quarant’anni e questo giorno qua, che non è un giorno qualsiasi della loro vita.

CANTICO DEI CANTICI – OSCENICA #7. (50’)

adattamento e regia Roberto Latini
con Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai
organizzazione Nicole Arbelli
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT Regione Emilia-Romagna

Come un attore in camerino che fa le prove, un conduttore radiofonico on air, che si mette e toglie le cuffie, ascolta i Placebo, seduce un’invisibile amata, balla, bacia il microfono; così Latini libera le energie che Il Cantico dei Cantici, uno dei testi più antichi di tutte le letterature, emana rendendolo poesia senza tempo. È il canto di un ricordo, un amore irripetibile e lacerato. Uno spettacolo inatteso e potente, un canto d’amore toccante e disperato. Un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza.